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Partecipanza: “Dimissioni del Presidente, la maggioranza non c’è più” a chiederlo nove consiglieri

DiGiuliano Monari

Mar 31, 2017

“Partecipanza Agraria: spese per consulenze legali fuori controllo”. E’ questo in sintesi ciò che denunciano nove consiglieri dell’Ente Agrario centese.

I nove consiglieri: Balboni Fabrizio, Balboni Valter, Bregoli Sauro, Draghetti Flavio, Fortini Vasco, Gallerani Fausto, Gallerani Mirco, Pirani Tiziano, Tassinari Alessandro, che costituiscono la metà dei componenti del consiglio eletti il 24 maggio 2015, denunciano le spese eccessive che il Presidente ha autorizzato senza l’approvazione del consiglio.

“In particolare –  rilevano -, il 7 marzo ’17 è stato pubblicato un articolo nel quale si dichiarava che “IL VOTO SUL BILANCIO E’ REGOLARE”, e che il comportamento dell’amministrazione è sempre stato corretto, per vagliare questo tanto, è stato chiesto un parere pro veritate all’avvocato Marco Dugato, parere costato hai partecipanti la bellezza di 6.344,00 €!!

Sig. Presidente – chiedono – come può gestire un ente come la Partecipanza Agraria di Cento senza la convocazione del Consiglio, è necessario ratificare le delibere di magistratura come stabilito dallo statuto, sono in attesa di ratifica ben 6 delibere di magistratura dello scorso anno! Cosa aspetta a convocare un consiglio? Si rende conto che in questo modo tiene bloccato l’ente?

Altra spesa per consulenza legale, non ratificata, avvocato Claudio Balboni 5000,00 € per tutelare l’Ente dall’ispezione della guardia di Finanza. Si rende conto Sig. Presidente che sta prendendo delle decisioni senza l’appoggio della maggioranza del consiglio? Si spendono decine di migliaia di € in spese legali per garantirsi una continuità di incarico, quando la questione è politica! Quando vorrà affrontare la realtà? Si rende conto che sta prendendo iniziative personali delle quali dovrà rispondere alla Magistratura Giudiziaria? Vale tanto il prestigio di questo incarico?

Se lei ritiene di essere un Presidente responsabile –  domandano – , si deve presentare dimissionario in consiglio e in quella sede si deve costituire una maggioranza che sia l’espressione della maggioranza Assoluta del Consiglio, senza alzare barricate giuridiche che costano migliaia di € ai capisti, per vivificare una posizione priva di consenso e soprattutto spogliata del prestigio che va inseguendo”.

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