Lettera al Direttore: sul ‘caso’ Antonioni il Sindaco Lodi, “un caso complesso, ecco come sono andate realmente le cose”

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Sul ‘caso’ Antonioni il Sindaco Lodi, “ecco come sono andate realmente le cose”

Gent. Direttore,

 

solo poche righe per ricostruire in maniera il più corretta possibile un caso complicato, quello della signora da lei intervistata oggi, dalle mille sfaccettature, ma certamente non rappresentato in maniera completa nel racconto riportato sul suo giornale on-line.

Iniziamo da qui: Cento, come tutta l’Italia, sta vivendo una fortissima emergenza abitativa legata al perdurare della crisi economica. Sono dunque sempre di più le persone che si rivolgono ai Servizi Sociali o che chiedono di parlare con il Sindaco. A tutti si cerca di dare qualche risposta. Tenendo presente i parametri dell’equità e della trasparenza. Quanto alla signora, nessuno le ha mai promesso una casa. Né del resto sarebbe stato possibile, dal momento che lei ha occupato abusivamente, forzando la serratura, un alloggio del Comune che non le era stato assegnato. Le occupazioni abusive non possono essere tollerate, per rispetto alle leggi ma soprattutto per correttezza verso i tanti che, spesso in situazioni peggiori di quelle del caso in oggetto, rispettano le regole e cercano di darsi da fare senza cercare la ribalta dei giornali. Le liste di attesa per alloggi ERP sono sempre più lunghe. Tutti i casi di vertice delle graduatorie sono di assoluta indigenza. In tanti casi ci sono figli minori. A volte piccolissimi. Deve, dunque, esserci una corretta gestione del delicatissimo meccanismo delle priorità. I Servizi fanno uno sforzo molto pesante nel tentare di dividere le risorse tra tutti coloro che ne hanno bisogno, compatibilmente, ovviamente con un budget che stiamo riuscendo a preservare nonostante le difficoltà di bilancio ma che stante la gravissima crisi avrebbe bisogno di essere aumentato per adeguarsi all’aumento dei bisogni. Il Sindaco, dunque, ha incontrato la signora, ha provato a ragionare con lei su possibili soluzioni, ha suggerito a lei ed al suo compagno di cercare soluzioni abitative compatibili con il loro reddito, ha fatto presente che chi forza le regole passando dalla parte del torto non può aspettarsi di trarne un beneficio. Le è stato detto che l’occupazione abusiva non avrebbe potuto che chiudersi con l’allontanamento dalla casa occupata abusivamente e che da quel momento i servizi avrebbero valutato nuovamente il suo caso per capre se e come fosse possibile aiutarla. In nessun modo, poi, le ho detto di “non fare sceneggiate”, ho semplicemente operato per rendere un momento molto penoso come quello di uno sfratto esecutivo il più dignitoso possibile per tutti, chiedendo a chi non aveva titolo di allontanarsi e suggerendo alla signora di calmarsi anche per consentire ai sanitari intervenuti di constatare, come è poi fortunatamente stato, che non aveva problemi di carattere medico come invece aveva lei stessa paventato. La mia ricostruzione non può che fermarsi qui. Le evidenzio l’assoluta delicatezza di questo genere di situazioni. Le assicuro che mai vengono gestite a cuor leggero e che la fermezza a difesa delle regole è anche il solo modo per poter rispettare i tanti che con fiducia si rivolgono ogni giorno al Comune potendo contare sulla grande professionalità dei nostri operatori.

Piero Lodi

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